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Riflessioni

Luigi Einaudi
Economista (1874-1961)

…Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.

Albert Einstein
Fisico e filosofo (1879-1955)

Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere 'superato'.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza.
L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito.
E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare  per superarla.

Robert Kennedy
Politico U.S.A. (1925-1968)

Discorso sul PIL

John Davis Rockefeller
Imprenditore U.S.A. (1839-1937)

Credo nel valore supremo dell'individuo e nel suo diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità.

Credo che ogni diritto comporti una responsabilità; ogni opportunità un obbligo; ogni possesso un dovere.

Credo che la legge sia fatta per l'uomo e non l'uomo per la legge; che il governo sia al servizio della gente e non il padrone della gente.

Credo nella dignità del lavoro, sia con le mani che con la mente; che nessuno abbia il diritto di essere mantenuto ma che tutti abbiano il diritto a un'opportunità per mantenersi.

Credo che la parsimonia sia essenziale alla vita bene ordinata e che l'economia sia il prerequisito di una struttura finanziaria sana, nel governo come nel business o negli affari personali.

Credo che la verità e la giustizia siano fondamentali per un ordine sociale duraturo.

Credo nella sacralità di una promessa; che la parola di un uomo dovrebbe essere solvibile come la sua cambiale; che il carattere - non la ricchezza o la posizione - sia il valore supremo.

Credo che servire sia dovere universale del genere umano e che solo nel fuoco purificatore del sacrificio l'anima umana si liberi dalla scoria dell'egoismo.

Credo in un Dio che tutto ama e tutto sa, chiamatelo come volete, e che la più elevata utilità individuale sia da cercare nell'armonia con la sua volontà.

Credo che l'amore sia la più grande cosa al mondo; che solo l'amore possa vincere l'odio; che il diritto possa trionfare sulla forza e che trionferà.

 
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